Pensiero libero
Lasciamoli cucinare. Basta comunicazione. Basta tv. Facciamo far loro quello che sanno fare meglio. Accontentiamoci di assaporare la loro abilità ai fornelli. Facciamo un passo indietro. È davvero giunta l’ora.
Illuminazione
Le giornate vanno talmente in fretta e sono talmente caotiche e piene da non lasciarmi il tempo per null’altro.
Ma oggi è stato speciale. Perchè in Toscana abbiamo vissuto un’esperienza bellissima che vi racconteremo nel numero di luglio, perchè abbiamo passato tempo insieme ad un gruppo di blogger/fotografe/stylist provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto perchè su un tavolo assolato di fronte ad una distesa di ulivi ha preso forma la Nuova Cucina Italiana. Dopo due mesi di pensieri è come se oggi pomeriggio tutti i pezzi del puzzle si fossero incastrati a dovere, facendoci finalmente intravedere i contorni del ‘mio’ giornale. Non vedo l’ora di mostrarvelo! Sarà stato merito delle lucciole, che ieri sera hanno tenuto noi cittadini in mezzo alle colline toscane, a bocca aperta, ad ammirare questo autentico miracolo della natura.
Tu chiamale, se vuoi, emozioni
cara direttrice,
sarò di parte, ma a me il numero di maggio è proprio piaciuto. le parole hanno quel colore in più che riesce ad emozionare e le rende uniche. sarà perchè, da quando l’ho incontrata, penso sempre “si, da grande voglio essere come lei!”, ma scoprire che da bambina condivideva il mio stesso sogno e vedere che ci è davvero riuscita, mi ha messo un’incredibile energia addosso, non ha fatto altro che accrescere la voglia di perseguire la mia passione, bando a quello che mi viene detto. mi ha strabiliata la sua capacità di tradurre in una rivista la sua, di passione, ed è qualcosa che, le posso assicurare, si sente. anzi, si legge!
ne approfitto per rinnovarle i complimenti e dirle ancora una volta in bocca al lupo, perchè solo immagino quanto sia meraviglioso realizzare un sogno del genere.
Francesca
E se domani…
Domani esce il mio giornale in edicola.
Il primo.
Non ho mai avuto problemi ad esprimere a parole i miei sentimenti, eppure l’emozione di questi giorni non riesco a metterla nero su bianco.
Incredibile, è l’unica parola adatta, adesso.
Eppure così reale da sembrare vero persino a me, ora.
Che ci fate ancora lì? Tutti in edicola!
Il bello deve ancora venire
Il mio papà, oggi.
Ecco il frutto di dieci e più anni di tanto lavoro, impegno, sacrifici.
Credo ne sia valsa la pena.
E poi, come genitore, quanta soddisfazione !
Ciao Direttore. Il bello deve ancora venire.
(e io, tanto per cambiare, lacrimo ancora un po’)
oggi
Oggi giornata di forti emozioni…dopo l’intervista su Dissapore http://www.dissapore.com/grande-notizia/intervista-a-anna-prandoni-nuovo-direttore-de-la-cucina-italiana/, Le massaie moderne che dopo 70 anni tornano nella redazione, la foto (splendida) per l’editoriale di giugno, è comparsa sulla mia scrivania la copia staffetta di maggio. Tutta l’emozione trattenuta finora è esplosa. Poi una riunione meravigliosa, durante la quale mi ha chiamata l’Editore. Mi ha chiesto se sono contenta. Sì, sono felice.
Per cena (rapidamente)
Ebbene sì, sono in vena di ricette. E stasera sono uscita tardi, sono arrivata al super un secondo prima della chiusura e ho dovuto scegliere in fretta e furia che cosa sarebbe comparso in tavola per cena. Nel sacchetto sono pervenuti: cavolo cappuccio, speck, spinaci, salmone e senape in grani (la adoro!).
Ed ecco il menu più rapido del mondo: insalata di cavolo cappuccio affettato sottilisssssimo condita con cubetti di speck, olio e cumino, in stile Alto Adige. E per secondo? Tranci di salmone cotti al forno per 15’ cosparsi di senape e sesamo. Contorno di spinaci buttati in pentola a secco con coperchio e poco olio e fatti appassire il giusto.
Soddisfazione dieci, energia spesa uno.
La consueta ricetta della domenica (non testata da LCI!)
Quando mi prende la voglia di dolce non posso fare a meno di correre in cucina e accendere il forno. Adoro le ricette rapide ma intelligenti, e questa che ho appena provato lo è. È una variante del celeberrimo ‘soda bread’, un pane istantaneo che preparo ogni tanto quando non c’è tempo per la magia della lievitazione.
Prima gli ingredienti secchi: 260 g di farina, 180 g di zucchero, 50 g di cacao amaro in polvere, un pizzico di sale e 8 g di bicarbonato.
Mescolo tutto e aggiungo un mix di 50 g di burro sciolto e 100 g di acqua tiepida. Una rimescolata veloce e inforno a 185 gradi per 30 minuti. Ho usato i consueti stampi da plum cake di circa 15 cm di lunghezza.
Che ci crediate o no, è buona, morbida e goduriosa, pur non avendo uova!
(Tanto che c’ero ho infornato anche il soda bread… Ma per la ricetta dovrete aspettare!)

