La Cucina Italiana (secondo me)

Progetti, idee, immagini e notizie del Brand di cucina italiana più celebre al mondo, dal mio punto di vista.

E a grande richiesta…. Le LASAGNE del Direttore!

LASAGNE CON SALMONE, ROBIOLA E PEPE ROSA

Ingredienti e dosi per 4 persone:

200 g di pasta fresca per lasagne

200 g di salmone affumicato

200 g di salmone fresco

400 g di robiola

½ dl di latte

30 g di grana

30 g di pangrattato

30 g di burro

20 g di maggiorana o erba cipollina

sale

pepe rosa

Procedimento

Lavare, sfogliare e tritare la maggiorana.

Ammorbidire la robiola con il latte e unire la maggiorana.

Imburrare una pirofila da forno.

Disporre uno strato di lasagne e alternare con robiola e salmone (alternando fresco e affumicato, entrambi a fette sottili).

Proseguire fino ad esaurire gli ingredienti.

Distribuire sulla superficie il grana, il pangrattato, qualche fogliolina di maggiorana e il pepe rosa.

Infornare a 200°C per 25 minuti.

Servire.

Crederci sempre, arrendersi mai. Ok, la citazione non è tra le più colte, me ne rendo conto. Ma è questo il pensiero che mi porto a casa da questa bella festa di compleanno di Piano C, spazio di coworking milanese.
L’idea è semplice e quasi banale: come tutte le idee semplici è efficace, e sembra banale come tutte le idee - dopo che sono venute ad altri.
Un luogo dove lavorare, ma anche portare i bimbi, e dove trovare servizi meravigliosi che risolvono quei problemi stupidi e insulsi in grado però di scombinarci l’esistenza. 
Ma soprattutto un posto dove l’esperienza delle donne, la condivisione, la voglia di riuscire sono all’ordine del giorno.
E proprio quelle donne ho incontrato: sorrisi autentici, strette di mano decise, complimenti spontanei, qualche lacrima che tra noi non manca quasi mai. Una di loro mi ha colpita: mi ha detto che per lei è stato bello sentire che ce la si può fare. Sì, si può. Lavorando come pazze, credendoci anche quando tutto sembra perduto, mettendoci tutta la passione del mondo, difendendo con unghie e denti tutti i piccoli e grandi traguardi raggiunti, circondandosi di marito, amici e genitori meravigliosi.
Non rimpiangendo le ore passate a lavorare, a coltivare: anche se le ore sono notturne o festive.
Buon compleanno, Piano C. E grazie per avermi offerto la possibilità di fermarmi a pensare a quanto siamo belle, brave, tenaci e caparbie, quando lo vogliamo davvero.

Crederci sempre, arrendersi mai. Ok, la citazione non è tra le più colte, me ne rendo conto. Ma è questo il pensiero che mi porto a casa da questa bella festa di compleanno di Piano C, spazio di coworking milanese.
L’idea è semplice e quasi banale: come tutte le idee semplici è efficace, e sembra banale come tutte le idee - dopo che sono venute ad altri.
Un luogo dove lavorare, ma anche portare i bimbi, e dove trovare servizi meravigliosi che risolvono quei problemi stupidi e insulsi in grado però di scombinarci l’esistenza.
Ma soprattutto un posto dove l’esperienza delle donne, la condivisione, la voglia di riuscire sono all’ordine del giorno.
E proprio quelle donne ho incontrato: sorrisi autentici, strette di mano decise, complimenti spontanei, qualche lacrima che tra noi non manca quasi mai. Una di loro mi ha colpita: mi ha detto che per lei è stato bello sentire che ce la si può fare. Sì, si può. Lavorando come pazze, credendoci anche quando tutto sembra perduto, mettendoci tutta la passione del mondo, difendendo con unghie e denti tutti i piccoli e grandi traguardi raggiunti, circondandosi di marito, amici e genitori meravigliosi.
Non rimpiangendo le ore passate a lavorare, a coltivare: anche se le ore sono notturne o festive.
Buon compleanno, Piano C. E grazie per avermi offerto la possibilità di fermarmi a pensare a quanto siamo belle, brave, tenaci e caparbie, quando lo vogliamo davvero.

Lettere al Direttore

Oggi è stata una giornata speciale. Meravigliosa. Roma ci ha accolti con il sole e un clima primaverile, ma con le luci festose dell’Avvento. Abbiamo rivisto cari amici, scoperto luoghi di gusto che presto condivideremo sulle pagine del giornale… E abbiamo ricevuto una e-mail che ci ha commossi.
Lo so, non si fa. Autocelebrarsi non è mai una buona idea. Ma Noemi è stata così dolce che non posso non farlo: ‘noi che vi seguiamo, che vi leggiamo, che impariamo dai consigli accurati degli chef, che amiamo leggere di qualcuno che non è in alto ad una piramide ma in mezzo a noi, una persona semplice che ama l’atmosfera natalizia, soprattutto quando in mezzo ai fornelli. Perché la cucina è amore, passione e dolcezza, e Voi è questo che ci trasmettete.’ se davvero siamo riusciti a fare anche la metà di quello che ci scrive lei, avremo tanti doni questo Natale! Grazie, a lei e a tutti voi che ci state leggendo, che ci inviate le vostre foto e ci scrivete i vostri pensieri.

Una cena dentro un museo? Ebbene sì. Il progetto si chiama Chef à porter, e apre le danze nello Studio Museo di Achille Castiglioni a Milano. Noi c’eravamo, testimoni nel tempo delle creazioni del designer sulle nostre pagine, abbiamo accompagnato i 12 partecipanti a questa prima edizione con il racconto legato alle copie d’epoca di La Cucina Italiana. Una storia d’amore tra design e cucina, che proseguirà.

Una cena dentro un museo? Ebbene sì. Il progetto si chiama Chef à porter, e apre le danze nello Studio Museo di Achille Castiglioni a Milano. Noi c’eravamo, testimoni nel tempo delle creazioni del designer sulle nostre pagine, abbiamo accompagnato i 12 partecipanti a questa prima edizione con il racconto legato alle copie d’epoca di La Cucina Italiana. Una storia d’amore tra design e cucina, che proseguirà.

Una giornata da ricordare, con La Cucina Italiana che fa il suo ingresso a Radio DeeJay e una bella chiacchierata con Linus e Nicola. Chissà se li ho convinti a cucinare? Su Nicola ho speranze, mentre Linus mi sembrava davvero restio. Ma non si sa mai… Chissà che la magia di Cucina Italiana non riesca a sedurre anche lui!

Una giornata da ricordare, con La Cucina Italiana che fa il suo ingresso a Radio DeeJay e una bella chiacchierata con Linus e Nicola. Chissà se li ho convinti a cucinare? Su Nicola ho speranze, mentre Linus mi sembrava davvero restio. Ma non si sa mai… Chissà che la magia di Cucina Italiana non riesca a sedurre anche lui!

Dicembre e la magia

Sommersa di post, invasa di tweet, inondata di mail, subissata di instagram… La mia meravigliosa giornata non poteva essere più bella di così. Sapevo che dirigere La Cucina Italiana sarebbe stata un’avventura straordinaria, intuivo che il numero di Natale avrebbe avuto un significato diverso e unico. Ma mai mi sarei aspettata tutto questo affetto, tutta questa energia, tutta questa passione che avete riversato oggi nella mia casella di posta e sui miei profili. Vorrei ringraziarvi uno ad uno, spiegarvi quanto mi dia gioia scoprire ogni giorno di più che la magia che questo brand porta con sé sia così contagiosa da coinvolgerci tutti. Siccome non posso, io continuo a lavorare al prossimo giornale, sperando sia il nostro prossimo numero preferito. Perchè - si sa -il numero più bello è sempre quello che ancora non è uscito, anche se questo Dicembre sarà davvero indimenticabile.

Trieste, e due incontri.

Oggi ho incontrato due persone straordinarie. Una virtualmente, tramite la visione di una sua installazione illuminante, e una dal vivo, durante una cena che non dimenticherò.
Kounellis mi ha impressionata con la potenza del suo linguaggio, dentro l’imponente mercato del pesce di Trieste. Un’opera intensa, un monito, un dito puntato contro lo spettatore inerme. Un giudizio sospeso su un’umanità che piange lacrime di pietra. Un’opera da vedere, che non può lasciare indifferenti.
Anna Illy mi ha accolta nella sua Trieste con garbo ed eleganza d’altri tempi, e mi ha conquistata con un’energia e un senso pratico coinvolgenti. Lettrice attentissima di La Cucina Italiana, mi ha esposto i suoi dubbi, ha chiesto chiarimenti sulle ricette e ha ricordato il nostro recente passato come se fosse sempre stata in Redazione con noi.
Un incontro stimolante.
Due personalità diverse, ma ugualmente indimenticabili.
Bel viaggio, Trieste!

La riunione di Redazione più pazza del mondo! @Cucina_Italiana

La riunione di Redazione più pazza del mondo! @Cucina_Italiana

Oggi è Natale (e io non sono pazza)

Seduta su un divano bianco, davanti a me una tavola riccamente imbandita, decori e agrifoglio alle pareti, a sinistra un abete coperto di palline, a destra un tavolino sommerso di pacchetti agghindati con nastri colorati.
Le candele bianche riflettono una luce dorata.
Intorno, il delirio: luci, riflettori, computer, persone, scatoloni, panettoni, cassoni di plastica, scale di ogni ordine e grado, cibo appoggiato ovunque, prese elettriche, scope e palette, vestiti ammucchiati, telefonini che squillano.
Quando voi vedrete queste immagini sono sicura che non percepirete quel che c’è intorno, ma solo la pura essenza del mio primo Natale sulle pagine di La Cucina Italiana. Ma io mi ricorderò queste giornate di vero delirio, in cui tutto dev’essere costruito, per poter sembrar vero ai vostri occhi. Per me, Natale è oggi. Ed è un Natale meraviglioso, in cui alla bellezza delle cose si somma la meraviglia di scoprire quante persone lavorano con passione per farci vivere la più magica delle feste. Che rimane unica, anche fuori stagione. Auguri, vado a tagliare il panettone!

La ricerca della felicità

Ebbene sì, il numero di ottobre è finalmente in edicola. Mi sta molto a cuore, perchè i due servizi principali li sento molto ‘miei’…
Ci siamo dedicati a due temi introspettivi, ricette per sé, ricette per confortarsi e confortare.
Un tema è un gioco: abbiamo fatto un sondaggio in Redazione per capire nell’immaginario collettivo quali fossero i cibi che riportano al conforto, alla coccola. E dopo averli definiti (almeno per noi!) eccoli reinterpretati dal nostro chef, che ha creato per noi e per voi nuove ricette da assaporare per ristorare il palato e il cuore.
Il secondo grande tema parla del ricordo: ho avuto due nonne molto attente alla mia alimentazione salata, ma poco inclini al lato dolce della mia dieta. Poche le torte che ricordo, ma tante quelle che ho desiderato. Ho chiesto al nostro pasticcere Emanuele Frigerio di prepararci le più classiche, anche stavolta reinterpretate dalla sua mano sapiente. Io ne ho già fatte un paio a casa, e il profumo che ci ha circondati mi ha fatto subito pensare al più profondo concetto di ‘casa’. Niente, come questa sensazione, mi fa pensare che anche una semplice ricetta può essere un modo per raggiungere un attimo di felicità autentica. Spero che questi attimi siano condivisi, e che tante delle nostre ricette portino profumi, sorrisi e attimi felici anche a casa vostra. Se succederà, avremo fatto un buon lavoro. E saremo felici anche noi!