Farsi valere, di tanto in tanto…
Pensare di farla franca decidendo di cenare in uno dei ristoranti spenna-turisti della Place du marchè aux fleurs di Nizza è utopia allo stato puro.
Ma ero pronta a mangiare male. Non ero pronta invece ad essere presa in giro.
Nel mio piatto c’era un bel pezzetto di plastica verde: mi ha fatto andare di traverso la cena, com’è ovvio.
Se chi c’è in cucina non controlla nemmeno che ciò che mette nei piatti sia quantomeno commestibile ho dei seri dubbi sulla mia incolumità al termine della cena.
Lo faccio notare al cameriere che abbozza.
Rifiutiamo il dolce e chiediamo il conto, dove troneggiano i 18 euro del mio piatto plasticato.
Non sono solita discutere al ristorante, tantomeno se sono in ferie e l’ultima cosa che voglio è rovinarmi da sola la festa.
Ma stavolta non ci sto, e ricordo al cameriere quel che è successo.
Dice che lui fa quel che gli dicono e che se non voglio pagare devo parlare col responsabile.
Voglio andare fino in fondo e gli chiedo di mandarmelo.
Stizzito, il ragazzo prende il conto e scompare, per ricomparire con un conto decurtato dei 18 euro del mio piatto, facendomi se possibile ancora più irritare.
Insegnamento odierno? Fate valere i vostri diritti perchè se non lo fate, si approfitteranno della vostra buona educazione.
Oppure… Scegliete meglio di come ho fatto io il ristorante per la cena!